11050319_10203952166113350_139659107686006560_o

Venti Liberi in Canavese

Per noi del Presidio Luigi Ioculano di Cuorgné, quest’anno il 21 marzo durerà 3 giorni!

Per un territorio, il cui tessuto sociale è stato lacerato dalle infiltrazioni mafiose, il 2015 diventa un anno importante nella lotta alla mafie.

Dalla sentenza della Cassazione in merito al processo d’appello di Minotauro, è stato stabilito che la ‘ndrangheta in Canavese c’è, esiste, vive e continua a vivere inesorabilmente come società che offre servizi laddove i vuoti delle norme, la discrezionalità di certi attori e l’omertà della popolazione lo permettono. La ‘ndrangheta non è quindi una voce di corridoio che circola nelle coscienze dei canavesani dagli anni ‘70 ma per alcuni fa parte della propria indole.

Proprio per questa ragione è importante che ci sia a livello locale una presa di coscienza e un conseguente moto di forza opposta che ostacoli una mafiosità che in Canavese ha trovato casa. Un movimento che però non si fermi alla semplice “antimafia”, parola che nel corso degli anni è stata abusata proprio da chi la corruzione l’ha incrementata e non combattuta. Questa parola, come ripete spesso don Ciotti, ha perso il suo significato più profondo ed è diventata uno slogan da sfoggiare durante le campagne elettorali.

892033_4617248958078_1991907046_o

Per questo diventa un dovere morale onorare tutte le persone che per questo ideale, fare antimafia nella sua concezione più genuina, sono morte per lasciarci un mondo senza corruzione e ingiustizia sociale: i vent’anni di Libera assumo ancora più valore simbolico. Diventa essenziale realizzare degli obiettivi che non siano dei punti di arrivo, ma un nuovo inizio, indirizzando tutte le energie sui giovani. Lavorare e impegnarsi ogni giorno affinchè la corresponsabilità sia di casa e che la giustizia sociale possa diventare un obiettivo concreto e non semplice utopia da salotto.

Per questo il 20 marzo insieme ai ragazzi del 25 Aprile e delle medie di Valperga e Cuorgnè celebreremo a Cuorgné la XX Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, leggendo la lunga lista aggiornata ormai a quasi 900 nomi: persone che nei valori della Costituzione hanno creduto e hanno sacrificato la propria esistenza, per un disegno di vita più grande, capace di contenere e tirare dietro a sé altre. Con la complicità dell’eclissi solare prevista per venerdì, allestiremo una installazione temporanea tratta dal tema della giornata “La verità illumina la giustizia”.

10855095_858827607516041_2741957053848321985_o

Il 21 marzo, “Il Noi che Vince” raggiungerà l’Emilia Romagna con un pullman carico di energie che partirà da Cuorgnè, passando per Rivarolo.  Grideremo forte il nostro impegno alla lotta contro la criminalità organizzata e terremo alta la nostra voce che confluirà per le vie di Bologna.

Il 23 marzo ci sdoppieremo con due appuntamenti. Per celebrare a Rivarolo Canavese  la XX Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, dopo la lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia, che vedrà partecipi le scuole rivarolesi e le associazioni del territorio, è previsto l’allestimento di un pannello ispirato al motto che il 21 marzo accompagnerà noi di Libera a Bologna: “La Verità illumina la Giustizia”. Questo slogan fotografa uno spaccato della realtà giudiziaria italiana: troppi sono ancora i processi per cui si aspetta una vera giustizia, nascosta all’ombra di ambigui e raccapriccianti intrecci di potere. Come luogo per celebrare la mattinata abbiamo scelto la piazza “Falcone Borsellino”, un po’ nascosta nel nuovo skyline rivarolese, ma non per questo meno emblematica.

11625_858835774181891_2419926648366614743_n

La sera, invece, presso la Sala Consiliare del comune di Rivarolo Canavase, proietteremo per la prima volta dalla sua uscita Aspro(Pie)monte, il reportage di Giuseppe Legato, giornalista de LaStampa. Con i presenti, vorremmo riflettere sul radicamento mafioso all’interno della società civile e nelle amministrazioni del nostro territorio. Gli ospiti della serata saranno i sindaci di Leinì e di Rivarolo, i due comuni che nel 2012 furono sciolti per infiltrazione mafiosa: Gabriella Leone e Alberto Rostagno. A moderare la serata abbiamo chiamato il freelance Andrea Giambartolomei, che con il suo taccuino  ha seguito in prima persona l’inchiesta Minotauro.

Locandina23marzosera

 

Presentazione campagna Misera Ladra e progetto bene confiscato

Sconfiggere la povertà con i beni confiscati?

A questa e a molte altre domande cercheremo si rispondere venerdì 13 marzo con Leopoldo Grosso.
Durante la serata si presenterà la campagna Miseria Ladra e il progetto del bene confiscato.

Una serata importante per il nostro percorso di avvicinamento alla XX Giornata della Memoria e dell’Impegno che quest’anno si svolgerà a Bologna.

13 MARZOFinale

1461269_10203197056916092_8372793135542686317_n

Legalità: la svolta giusta

Partito da Milano, precisamente dai cantieri dell’EXPO 2015, il tour della legalità organizzato dalla CGIL ha fatto tappa a Rivarolo Canavese nella giornata di lunedì. La scelta di Rivarolo, unica tappa piemontese del tour, è dovuta al recente passato della cittadina e al presente che vede nel Canavese il radicamento dell’ndrangheta. Il tour è arrivato in mattinata con il pulmino, simbolo della campagna, ma dato il maltempo il comune di Rivarolo che ha patrocinato la giornata ha ospitato l’evento in sala consigliare.

1461269_10203197056916092_8372793135542686317_n

La mattinata ha visto intervenire diversi sindaci della zona, dal “padrone” di casa Rostagno al sindaco di Cuorgnè concludendo con il vicesindaco di Feletto che ha raccontato delle minacce ricevute e della situazione di precaria legalità legata al suo comune. Le altre voci che si sono alternate al microfono avevano volti e impegno di diversi delegati e rappresentati della CGIL, dagli edili che hanno denunciato la situazione locale di precaria legalità in alcune aziende e di un sistema tutt’altro che pulito ancor più con il perdurare di questa crisi economica. Interventi che si sono susseguiti senza intoppi e che hanno dimostrato agli uditori come la rete che combatte ogni giorno le mafie sui nostri territori non sia solo composta da associazioni, politici e magistratura ma che anche il sindacato sia in prima linea. A più riprese ad esempio è stata citata la campagna della CGIL “Io riattivo il lavoro” che mira a riformare l’agenzia dei beni confiscati per permettere un riutilizzo più rapido e mirato delle aziende confiscate alle mafie. Un impegno che si è tradotto anche in proposta. Il presidio “Luigi Ioculano” è intervenuto portando il suo contributo parlando della nuova frontiera che la rete di Libera a livello nazionale e locale sta cercando di varcare: la creazione di un nuovo welfare che abbia al centro l’uomo. Dalla dignità del lavoro sottilineata parlando della campagna Miseria Ladra, passando ovviamente per i beni confiscati, vera nuova frontiera di un economia alternativa che può portare a nuovi orizzonti produttivi. Non poteva mancare un riferimento alle cooperative sociali, portato da Gigio Costanza, e all’importanza di queste per l’inserimento lavorativo di coloro che hanno più difficoltà.

10639546_853345768019751_5711942735092717535_n

Un incontro che non è stato solamente teorico ma ha prodotto anche alcuni risvolti pratici. Un intervento in particolare ha colpito la platea: Luigi, delegato sindacale al Gigante, ha ricordato alla platea che a Rivarolo c’è una piazza intitolata a Falcone e Borsellino ma che purtroppo è dimenticata da tutti. Perchè non ridarle la dignità giusta, visto che oggi è solo un anonimo parcheggio?

Una proposta che ha trovato subito terreno fertile: è infatti maturata l’idea di fare la manifestazione del 21 marzo proprio in quella piazza, cercando di compiere alcune opere per riqualificare la piazza stessa. Memoria e impegno che si fondono in un unico percorso che vede la città di Rivarolo protagonista. Spunti che derivano da un incontro positivo, che ha portato alla luce una rete territoriale che si sta piano a piano formando tra attori sociali di diversa natura ma schierati dalla stessa parte.

 IL SERVIZIO DI RETE CANAVESE SULL’INIZIATIVA

IMG_7331

UOMINI LIBERI IN LIBERA TERRA

 

Da qua su si gode una vista meravigliosa, si “guarda lontano, oltre”. La gioventù dei nostri tempi sembra  priva di punti di riferimento e le generazioni precedenti sembrano averli persi.

Allora, giunti a questo punto è necessario lasciare la frenesia della vita moderna e  recarsi su quel monte e riflettere, tornare a guardare agli altri. 

È da Alice Superiore che Don Luigi Ciotti (fondatore del gruppo Abele e di Libera), durante l’evento “Legalità, corruzione, povertà, quali proposte per il territorio”, promosso dall’associazione Mastropietro con Libera Piazza ed il patrocino dell’Unione di comuni montani Valchiusella e del Comune di Alice superiore , in una sala piena, ha invitato a trovare ognuno il proprio monte. Che certo, da quelle parti non mancano.

“Venendo qui-racconta- mi è venuta in mente la Genesi : “Dio ha creato l’uomo e la donna e li ha posti a coltivare ed ad allevare. La terra è stata affidata a noi, non ai malviventi!”.

Don Ciotti richiama la parola “noi”, pronome che ha messo in risalto anche dopo la condanna a morte da parte di Riina.

Il problema siamo noi cittadini, ma allo stesso tempo siamo la soluzione. “È il noi che vince”, prima di rivolgerci alle amministrazioni dobbiamo porre le domande a noi stessi. “Impariamo ad avere coraggio”, invitandoci a rompere la barriera di omertà che ancora cela gli occhi di troppi.

Don Luigi dichiara di non avere alcun titolo se non “una laurea in Scienze confuse”.  Parla di vita vissuta,  di esperienze che non si trovano sui libri.  È con questa autorità che insegna che è necessario distinguere per  non confondere. Ci ricorda che nel fascio non tutte le erbe sono uguali, che ci sono sì quelle nocive, ma sono ancora di più quelle sane. E poi racconta di Corleone e della sua gente, di un paese che nelle leggende popolari è simbolo di mafia ma ci tiene a precisare che “Corleonesi è il nome di un popolo non di un clan”.

Ci racconta di quando portò l’allora presidente della Repubblica  Italiana Oscar Luigi Scalfaro a Corleone nella XIV giornata in ricordo delle vittime di mafia e di come  lasciò le molte mani “amministrative” sospese in aria in attesa di quella  del Presidente che era impegnato a salutare la “gente”.

“Distinguere per non confondere…”, lo ripete più volte. Capire che ci sono delle differenze e che generalizzare non sempre è verità. “Non bisogna essere cittadini a intermittenza”, bisogna sempre essere attivi senza delegare a nessuno ciò che possiamo fare. Noi. Soggetto ed oggetto.

Parla di politica dichiarando la necessità di collaborare con essa “nella chiarezza dei ruoli”.

Si è liberi per nascita e bisogna impegnarsi per “liberare chi libero non è”.

Prima di tutto c’è la dignità, la dignità umana; poi c’è la responsabilità, che ha la sua etimologia nel rispondere. È responsabile chi risponde.

Tutto questo viene molto prima della legalità. Che poi non bisogna confondere legalità con giustizia, questa è un fine, la legalità è un mezzo per raggiungere la giustizia. Oggi il termine legalità è stato svalorizzato, svuotato di significato. Molti hanno optato per la legalità malleabile, che si adatta alle situazioni. Bisogna tornare al suo vero significato, è necessario educare alla legalità : necessaria per la formazione individuale e la costruzione del bene  comune.

Non c’è legalità senza uguaglianza.

La democrazia ci offre due grandi doni : dignità umana e legalità.

Ma senza una terza gamba non sta in piedi: la responsabilità.

La responsabilità non si insegna, la si testimonia.

Viviamo in una società malata di potere, ma il potere non è abuso, è responsabilità.

Bisogna essere realisti, il male esiste ma può essere sconfitto e per farlo bisogna conoscerlo,

bisogna parlarne. Bisogna educare, ed è per questo che bisogna partire dalle scuole.

Don Luigi ha la forza di muovere grandi emozioni non solo per le parole che pronuncia e per come le pronuncia, ma perché queste parole riflettono la totale coerenza di tutta la sua vita. 

È necessario che quel noi diventi contagioso. Un’epidemia di responsabilità, verso noi stessi e verso gli altri ricordando che ci sono scelte individuali che ricadono su molti altri. E allora la domanda non è “cosa possono fare gli altri” ma “cosa devo fare io”.

Un giorno saliremo su quel monte e guarderemo tutti nella stessa direzione, non  lontano…oltre.

IMG_7316 IMG_7319 IMG_7325 IMG_7327 IMG_7329 IMG_7330

 

libera41

Elezioni europee, giustizia ed etica: considerazioni del Coordinamento di Libera di Ivrea e Canavese

Libera continua a sostenere l’ azione contro le organizzazioni mafiose anche
attraverso il contrasto alla corruzione e alle forme di collusione tra criminalità
organizzata e politica, come delineato nel progetto di “ Riparte il futuro
( www.riparteilfuturo.it). Questa piattaforma chiede ai candidati di rispettare
criteri stringenti di trasparenza, integrità e responsabilità per porre le basi
per sconfiggere la corruzione nel nostro Paese.
Libera si batte per mantenere viva l’attenzione e l’azione dei cittadini sul
tema della “zona grigia”, sugli atteggiamenti di tolleranza e di connivenza, se
non addirittura di intesa, tra criminalità organizzata e politica. Fenomeni
accuratamente delineati dai Magistrati che hanno condotto il processo
Minotauro, i cui esiti hanno in buona parte confermato quelle ipotesi di
funzionamento alterato del nostro sistema politico.
All’interno di questo quadro si collocano le considerazioni sulla candidatura di
Fabrizio Bertot alle ormai prossime elezioni europee. In quanto ex-Sindaco
alla guida del comune di Rivarolo sciolto per infiltrazione mafiosa, il cui
Segretario Comunale ha subito una condanna per capi di imputazione nell’area
specifica del voto di scambio, e in quanto lui stesso persona coinvolta in un
approfondimento di indagini ancora in corso, la sua candidatura da parte di
Forza Italia sollecita alcune osservazioni critiche.
Tale candidatura appare innanzitutto in forte contrasto con i valori di integrità
e senso di responsabilità personale rispetto ai risultati della propria azione
politica di amministratore pubblico che dovrebbe operare nell’interesse della
collettività. Come è possibile credere che Fabrizio Bertot, non abbia saputo
rilevare da primo cittadino la presenza di un substrato mafioso nella zona da
lui amministrata e soprattutto valutare chi erano le persone di sua fiducia
durante la sua campagna elettorale?
Attualmente il giudice di primo grado ha rinviato alla Procura gli atti relativi a
Fabrizio Bertot, chiedendo un supplemento di approfondimento, dal momento
che, come si legge nelle motivazioni: “ […] sentito come teste in dibattimento ha
reso dichiarazioni non veritiere […] ”. Più precisamente, pochi giorni fa è
cominciata presso il Tribunale di Ivrea la causa promossa dal Ministero
dell’Interno per l’incandidabilità dell’ex sindaco di Rivarolo. L’incandidabilità
è una conseguenza amministrativa dello scioglimento del Consiglio Comunale
per infiltrazioni mafiose. A stabilirlo per legge e’ l’art. 143, commi 4-11 del TUEL
( testo unico degli enti locali). La legge infatti prevede che il Sindaco di un
Comune sciolto per infiltrazioni mafiose non possa partecipare al turno
successivo delle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, che si
svolgono nella Regione nel cui territorio si trova l’Ente interessato dallo scioglimento. La norma non prevede nell’elenco le elezioni europee, così come
non blocca l’accesso alle elezioni nazionali. Un’assenza irragionevole, in
quanto è noto che le dimensioni dell’agire della criminalità organizzata di tipo
mafioso non sono mai circoscritte e che quindi non si tratta di mettere sotto
controllo la partecipazione politica a livello locale, ma di incidere su una prassi
che tende ad essere invasiva di tutti i livelli del potere politico-economico su
largo raggio.

Il Coordinamento di Libera di Ivrea e Canavese condivide la necessità di
intervenire per precisare a livello legislativo la non candidabilità ad ogni
tipo di elezione amministrativa e politica di chi e’ coinvolto in rapporti con
la criminalità organizzata e sollecita le forze politiche locali, le
Associazioni e i cittadini ad una riflessione attenta su questo problema.

Donne LIBERAMENTE Coraggiose

Sabato sera si è tenuta la serata “Donne LiberaMente Coraggiose” organizzata in collaborazione con Novacoop e sotto il patrocinio del Comune di Rivarolo.

Durante la prima parte, Marika Demaria, dialogando con Paolo Dordi, ci ha presentato il suo libro “La scelta di Lea”, raccontandoci la storia di Lea Garofalo, le giornate passate alle udienze durante il lungo processo, il coraggio di Denise, figlia di Lea e di Franco Cosco, un padre che ha deciso di rendere orfana la propria figlia, condannando a morte sua madre. Marika ci ha fatto il ritratto di una donna che voleva dare un futuro diverso alla figlia, un futuro diverso da quello che aveva vissuto lei, quando bambina di 8 anni doveva nascondere la rivoltella del fratello e portarla in casa di altri parenti perchè stavano arrivando i carabinieri per una perquisizione…. ci è riuscita, ma la sua scelta, Lea l’ha pagata con la vita.

20140315_212453

La parte di lettura teatrata è stata affidata a Maria Grazia Pezzetto che, nonostante una preparazione di poche ore, si è calata molto bene nella parte dando voce e anima alle diverse donne contadine, raccontandoci amori, dolori, storie di vita quotidiana contadina.
La bella voce di Giuliana Braida,e le note del pianoforte di Fulvio Doglio hanno creato una bellissima situazione dove le letture sospese si mischiavano in modo armonioso avvolgendo la serata in una piacevole atmosfera.

Ringraziamo tutti quanti hanno contribuito alla riuscita, in particolare ancora Maria Grazie Pezzetto.

21marzo

22 Marzo 2014 – A Latina la XIX Giornata della Memoria e dell’impegno

CI SIAMO, il 21 Marzo si sta avvicinando e quest’anno Libera ha deciso di celebrare la “XIX Giornata della Memoria e dell’ Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle Mafie” sabato 22 Marzo a Latina e a cui è stato dato il nome di “Radici di memoria, frutti di impegno”.

Il Presidio “Luigi Ioculano” di Cuorgnè sarà presente e sta organizzando con la segreteria regionale i pullman per andare a Latina. Di seguito le informazioni (in continuo aggiornamento!)

PULLMAN PER LATINA

Il costo del pullman sarà di 55 euro

ORARI: PARTENZA Ore 21/23 del 21 Marzo ARRIVO 4/6 del 23 Marzo 

Gli orari non sono ancora definitivi e il luogo della partenza verrà comunicato più avanti.

La scadenza per le iscrizioni è il 20 Febbraio

Per ulteriori informazioni e per prenotarsi potete contattare il presidio alla mail [email protected]

DSC_0019

Dal bene confiscato al bene comune: la villa confiscata a Bruno Iaria passa al comune di Cuorgnè

 Si è tenuta nel pomeriggio di venerdì 17 in comune a Cuorgnè la consegna da parte dell’Agenzia dei beni confiscati della villa confiscata a Bruno Iaria al comune di Cuorgnè. A presenziare al passaggio di consegne c’era il prefetto Caruso che ha gestito la consegna in prima persona visti gli avvertimenti di dubbia matrice rivolti al comune alcuni mesi fa.

Il prefetto infatti durante il suo intervento ha voluto sottolineare come siano centinaia le occasioni alle quali l’agenzia destina dei beni confiscati, ma la sua presenza a Cuorgnè è stata determinata dalla lettura degli strani episodi avvenuti in concomitanza a provvedimenti presi dall’amministrazione verso la villa. In particolare si parla del fucile giocattolo incastrato tra le porte del comune e la busta con i proiettili indirizzata al sindaco e al capo dei vigili urbani. “Sono qua per testimoniare la vicinanza dello Stato e per provare che, quando si fa squadra tra le istituzioni, il risultato non può che essere positivo”. Il prefetto ha poi fatto una panoramica sull’attuale processo di confisca e destinazione dei beni in Italia e ha parlato delle infiltrazioni criminali e di come la grande liquidità delle mafie riesca a comprare aziende, anche attraverso vie legali, in tutto il mondo. Presente in sala anche il commissario prefettizio di Rivarolo Canavese, dottor Losa, che è intervenuto parlando di come la commissione si sia subito mobilitata per collaborare con il sindaco di Cuorgnè per poter fronteggiare i postumi dell’operazione Minotauro.DSC_0032

Il sindaco Pezzetto nel suo intervento ha reso noto che il bene confiscato verrà riutilizzato con una finalità sociale grazie a Libera e all’associazione Mastropietro con un progetto già approvato dall’Agenzia stessa. Il progetto che è stato individuato è quello di “Un tetto per tutti” che l’associazione Mastropietro ha attivato da un paio di anni sul territorio.

Il progetto, in accordo col Ciss 38, è finalizzato a rispondere all’emergenza abitativa per periodi di sei mesi. Ad oggi due alloggi della Mastropietro sono già attivati per accoglienza temporanea al fine di sostenere persone o nuclei familiari in situazioni di grave disagio sociale mentre un altro appartamento è destinato a convivenze in autonomia offerte a persone con residuo, o discreto grado di autonomia, ma che necessitano di diversificati monitoraggi o tutele. Attualmente il progetto sta già dimostrando la sua efficenza in quanto nei tre immobili sono presenti una decina di persone.

Presenti oltre alle istituzioni anche rappresentanti del  presidio Libera di Cuorgné “Luigi Ioculano” e dell’associazione Mastropietro che hanno sottolineato come il bene confiscato sarà un bene comune, un bene di tutta la cittadinanza. Le due associazioni hanno chiesto una profonda collaborazione con le istituzioni del territorio perchè la volonta di rispondere alla criminalità organizzata con un progetto così importante deve andare di pari passo ad una consapevolezza della cittadanza del problema e di come, attraverso il riutilizzo sociale di un bene che prima apparteneva alla criminalità organizzata, abbia una ricaduta positiva su tutta la collettività. Si è inoltre sottolineato che nel progetto di riutilizzo c’è spazio anche per altre associazioni che operano nel sociale e che hanno bisogno di un luogo per far confluire la propria attività.

Il pomeriggio si è concluso con la tanto attesa firma da parte del Prefetto Caruso e del Sindaco Pezzetto che hanno così sottoscritto ufficialmente il passaggio della villa di Bruno Iaria in località Cascinette al patrimonio indisponibile del Comune di Cuorgnè.

 PHOTO_20140117_154445